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«Siamo qui per pensare insieme la comunicazione». Con questo invito l’11 maggio scorso il Superiore generale, don Valdir José De Castro, ha aperto il primo Convegno sulla comunicazione digitale presso la Casa Divin Maestro di Ariccia. Don Valdir ha anche spiegato l’obiettivo e la sfida che sono implicati in questa proposta, la prima di una serie di convegni organizzati dal Governo generale: creare tra i Paolini una cultura di riflessione e di dibattito intorno alle tematiche, alle prospettive e ai paradigmi della comunicazione odierna. Tutto questo con l’aiuto di ricercatori di alto livello, di persone con esperienza di pratiche innovative, di giornalisti e di esperti nelle diverse aree della scienza della comunicazione.  Il tema scelto per questo primo raduno è collegato al Messaggio di papa Francesco in occasione della 52a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali: “La verità vi farà liberi – Fake news e giornalismo di pace”.

La professoressa Nataša Govekardella Segreteria della Comunicazione della Santa Sede, ha aperto il dibattito presentando una lettura teologico-pastorale del Messaggio. Nella sua relazione ha proposto un percorso di approfondimento del senso intrinseco alla parola o concetto di “verità” a partire da diverse radici etimologiche – greca, latina, slava, ebraica… – e dell’arte.

È seguita la relazione del rinomato professore Derrick De Kerckhove, che ha mostrato come il fenomeno delle fake news è allo stesso tempo antropologico ed epistemologico, specialmente in questo momento storico di cambio epocale, secondo lui similare a quello vissuto nel Rinascimento. La particolarità di questo cambio è che, esattamente in senso contrario a quanto accaduto nel Rinascimento, la cultura attuale sta abbandonando la dimensione dell’individuo per rivolgersi verso il collettivo. Il più illustre allievo di Marshall McLuhan ha ricordato anche le radici cattoliche del suo maestro, e come la riflessione sulla comunicazione è fondamentale per capire l’uomo e la società, in modo particolare in questo tempo marcato dalla mancanza di referenti, dalla presenza dei big data, dalla c.d. “post-verità”, dagli algoritmi, ecc.

Nella stessa giornata il professore Mario Pireddu ha cercato di presentare come le fake news sono state sempre presenti nella storia umana e come la scienza della comunicazione mostra che ogni nuovo media è sempre criticato e additato al suo sorgere come causa di diversi problemi. In questo senso la questione di fondo, o il grande problema del nostro tempo, è insieme culturale ed educativo e non semplicemente tecnologico. Secondo lui è fondamentale la media literacy e la ricerca di nuove pedagogie. Vediamo così la necessità di mettere in atto quella priorità degli ultimi Capitoli generali della nostra Congregazione, che chiedono ai Paolini di diventare “formatori nel campo della comunicazione” e “creatori di pensiero”. Evangelizzare la cultura della comunicazione è soprattutto aiutare i suoi “abitanti” a capire le dinamiche e gli interessi che sono dietro a ogni tecnologia e situazione, rieducando anche le persone a una “lettura” più consapevole nell’ambiente digitale.

La stessa discussione si è prolungata nel secondo giorno del Convegno, con una tavola rotonda sugli esempi di nuove forme collaborative di giornalismo e di informazione on line. Alberto Puliafito, fondatore del sito Slow News, ha presentato la sua esperienza di contrapposizione alle fake news e ad altri meccanismi perversi del mercato “tradizionale” dei media. Da lui viene la proposta di una nuova forma di fare giornalismo, esplorando il digitale, la rete, le relazioni, per arrivare alle “authentic news”. Luigi Catalani ha presentato la sua esperienza di lavoro collaborativo con Wikipedia, enfatizzando l’enorme voglia di condividere la conoscenza e di cooperare con nuove forme di costruzione collettiva del sapere, che mostra questo progetto, attualmente il sito di contenuto più visitato al mondo. Infine, Stefano Moriggi, professore dell’Università degli Studi Milano-Bicocca, ha sfidato la platea di circa 60 persone – tra Paolini, membri della Famiglia Paolina e giornalisti – a vedere le fake news come una grande opportunità educativa. È chiaro che quelli che producono le fake news conoscono la verità, però la utilizzano per manipolare o per difendere i loro interessi. È nostro dovere, come professionisti e apostoli della comunicazione, educare le nuove generazioni e cercare vie innovative per integrare le nuove tecnologie nella costruzione del pensiero.

In tutti i tre interventi è emersa fortemente la centralità dell’ascolto, del dialogo, delle relazioni e delle comunità in questo processo comunicativo pedagogico in rete. Il prossimo Convegno, che avrà luogo nei giorni 5 e 6 ottobre 2018, darà continuità a questa riflessione affrontando la questione delle “Comunità digitale” come espressione di una nuova ecologia info-materiale e di un nuovo tipo di relazioni connesse e non più solo presenziali. Vi aspettiamo!

Osservazione: Tutte le relazioni sono disponibili sulla nostra pagina Facebook (@sspinfo) e brevemente su Youtube (@ipaulus)

RELAZIONE

Derrick de KerckhoveMario Pireddu • Nataša Govekar

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