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Dopo la preghiera ispirata da alcune non casuali citazioni tratte dalle Lettere del nostro padre san Paolo, lunedì 17 febbraio, i lavori sono aperti dal Superiore generale, don Silvio Sassi. Rinnovando il suo saluto di benvenuto, avverte: "Non siamo qui per fare l'elenco delle nostre difficoltà, che pure abbiamo presenti. Guai a noi se ci limitassimo a fare geremiadi". A guidare i lavori di questi tre giorni saranno perciò due criteri: il realismo e la prospettiva verso un futuro possibile e realizzabile. Precisa don Sassi: "Siamo venuti qui, continuando a lavorare per le nostre rispettive Circoscrizioni. Dopo aver fatto un'analisi della situazione, vogliamo darci degli obiettivi, definendo le scelte di fondo, le priorità. Vogliamo uscire da qui e tornare nelle nostre Provincie e nelle nostre Regioni, con qualcosa che ravvivi la speranza in questo anno centenario del carisma paolino".

Don Nunes, attento e discreto ospite, a questo punto ha cominciato a scandire i tempi degli interventi. La parola a don Vito Fracchiolla, che ha percorso il triennio del suo mandato, sottolineando traguardi, ritardi e inadempienze, che, a loro volta sono state descritte con franchezza dai Superiori maggiori che via via sono intervenuti. Si è sperimentato, a un tempo, la ricchezza delle diversità e la sfida di lavorare insieme per raccogliere le opportunità del tempo che viviamo, ponendo già le basi di quello che sarà il nuovo progetto strategico del GEC.

I lavori, nel pomeriggio, sono proseguiti prendendo in considerazione i Documenti preparati dal CTIA riguardanti multimedialità, guida etica, risorse umane, controllo amministrativo e Centro biblico, che erano stati messi a disposizione di tutta la Congregazione nell'Intercapitolo celebrato a febbraio 2013 a Manila, registrandone l'accoglienza e la rispettiva attuazione. Una preziosa indicazione è di farne oggetto della formazione paolina, perché – come ha sottolineato don Sassi – queste tematiche non possono essere accantonate, senza colpevole inerzia.

La giornata è stata conclusa dalla concelebrazione, presieduta dal Patriarca di Lisbona, monsignor Manuel Clemente, che ci ha invitati a marcare la nostra missione apostolica nella cultura della comunicazione col segno dell'autenticità evangelica.