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Lun, Sep

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A partire da un’esperienza di fede personale e comunitaria e da un autentico amore verso il mondo in cui viviamo vogliamo evangelizzare secondo una precisa scelta di campo nella cultura della comunicazione che è lo stile o MODELLO PARTECIPATIVO.
Questo modello permette maggiore interazione fra gli attori della comunicazione e consente di sfruttare tutte le possibilità dei nuovi linguaggi.

1. Il modello partecipativo polarizzerà tutta la nostra attenzione e da esso potranno pian piano derivare dei cambiamenti su tutti gli elementi della nostra vita paolina, a partire da una rilettura teologica dei 4 voti religiosi in una spiritualità di comunione.
2. L’evangelizzazione secondo il modello partecipativo, insistendo sulla testimonianza di vita, pone tutte le circoscrizioni sullo stesso piano; le strutture diventano così modalità applicative dell’unica missione. Pone, inoltre, ogni paolino nel e con il popolo di Dio, e ci apre ad una nuova impostazione pastorale secondo la quale assumere la fede e partecipare al progetto di salvezza non è qualcosa da difendere, ma da condividere offrendo dialogo di senso sulle questioni fondamentali del vivere.
3. Il modello partecipativo comporta conseguenze per:
a. l’apostolato: trovare punti di convergenza per tutti i nostri mezzi a livello circoscrizionale e internazionale su obiettivi condivisi; porre attenzione alle esigenze dei nostri destinatari per saper rispondere con i linguaggi più efficaci e con la totalità delle nostre energie;
b. la formazione: abilitare all’individuazione chiara dei problemi della società per assumere le modalità più appropriate per una risposta adeguata;
c. le nostre comunità: condividere l’azione apostolica e le motivazioni che la guidano per una vita comune più fraterna e una preghiera più condivisa.
4. Tutta la comunità potrà essere coinvolta nella testimonianza formativa e vocazionale e la figura del superiore (e di tutti i responsabili a vari livelli) risalterebbe come mediatore di relazioni.
5. Non sono i mezzi di comunicazione a suscitare il cambiamento, ma sarà necessario reinterpretarli e integrarli nelle nostre attività apostoliche secondo il modello partecipativo.
6. Per arrivare al cambiamento riteniamo utile la progressiva assunzione del nuovo modello sostenuto e alimentato da un progetto di formazione integrale (spirituale e apostolica) per tutta la Congregazione (a partire dai documenti ufficiali e dai progetti circoscrizionali e comunitari).

fr. Giuseppe Galli, don Gerardo Curto, don Roberto Ponti,
don Roberto Roveran, don Bosewa I. Jacques,
don Rosa Ryszard, fr. Luca De Marchi

Agenda Paolina

16 Septiembre 2019

Memoria dei Ss. Cornelio, papa, e Cipriano, vescovo, martiri (rosso)
1Tm 2,1-8; Sal 27; Lc 7,1-10

16 Septiembre 2019

* SJBP: 2007 a Modena, parr. S. Pio X (Italia).

16 Septiembre 2019

SSP: D. Fedele Molino (2006) - Fr. Susumu Uchino (2008) - D. Gabriele Amorth (2016) • FSP: Sr. M. Pia Faller (2013) - Sr. Lucia Imelda Berardi (2016) • PD: Sr. M. Emma Merlini (1991) • SJBP: Sr. Rosa Alfano (2017) • IGS: Mons. Vincenzo Iacono (1993) • IMSA: Nunzia Spanò (2017) • ISF: Crescenza Brindisi (2001).