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Tra le intenzioni dell’Anno vocazionale (AV) di Famiglia Paolina vi è quella di «un anno per riscoprire, con gioia, il mistero della nostra vocazione paolina e per proporre ai giovani la santità come “il volto più bello della Chiesa”».

A questo proposito, a livello di FP in Italia, proponiamo un itinerario mensile di preghiera costituito da una traccia di adorazione a partire dal tema dell’AV, «Ravviva il dono di Dio» (2Tm 1,6), e ispirata a modelli di santità maschile e femminile particolarmente significativi per la FP, alla luce dell’Esortazione Apostolica sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo dal titolo Gaudete et exsultate. L’itinerario (da gennaio a dicembre 2019) è preparato dal Direttivo di Animazione Vocazionale Paolina (DAVP) in Italia. Ogni mese, un Istituto della Famiglia Paolina elabora il sussidio per la preghiera e una scheda sul Santo del mese.

Per sentirci in comunione nel “ravvivare il dono di Dio” che è la nostra vocazione e nell’aiutare altri a scoprire e ravvivare il proprio!


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Da venerdì 17 a domenica 19 maggio 2019, presso la comunità paolina di Cinisello Balsamo, si è svolto un incontro del gruppo dei juniores Paolini, Apostoline e Gabrielini, accompagnati dai loro maestri. Lo scopo dell’incontro era di condividere una esperienza di fraternità, di formazione, di svago e di preghiera per ravvivare il dono della vocazione paolina che Dio ha fatto alla Chiesa per mezzo del beato Giacomo Alberione.

L’incontro è iniziato nel pomeriggio di venerdì 17 maggio sotto la protezione della Vergine Maria attraverso la visita al Santuario della Beata Vergine Maria di Caravaggio (BG) e la visita al borgo medievale di Bergamo-Città Alta. Una pizza fraterna ha concluso la prima giornata.

Sabato 18 maggio, dopo la messa, la giornata è stata dedicata alla visita ad Alba, e ad alcuni luoghi alberioniani: Tempio San Paolo, la Moretta, il santuario di Bra, il Duomo di Alba e la Cappella del seminario di Alba. La giornata si è conclusa con la riflessione di don Guido Gandolfo sul “Segreto di riuscita” in tre punti (il fine per cui Dio ci ha chiamati, la nostra incapacità e la fiducia in Dio), su cui si poggia il segreto di riuscita. Dopo questa riflessione, è seguito la passeggiata a Monza.

Domenica 19 maggio la giornata è stata consacrata al ritiro predicato da don Guido Gandolfo sul tema: “Ci prepariamo la nostra eternità” attraverso il brano del vangelo di Matteo 19, 16ss. Un tema che ci ricorda l’essenza della nostra vita terrena: la preparazione all’eternità.

L’incontro si è concluso la stessa domenica con la celebrazione eucaristica presieduto da don Guido Gandolfo nella cappella della comunità. Nella sua omelia, don Guido Gandolfo ci ha ricordato che il nostro fine ultimo è quello di glorificare Dio, farlo conoscere, amarlo e portare le persone nel suo disegno di salvezza attraverso la nostra testimonianza. Diamo gloria a Dio accettando anche la croce, la sofferenza, le difficoltà, la fatica, etc., operando nella carità e facendo vivere in noi Gesù Cristo.

Ringraziamo il buon Dio che ha permesso che l’incontro si svolgesse in un ambiente fraterno, sotto la protezione di Maria e di San Paolo. Ringraziamo i maestri che hanno organizzato questo incontro che rafforza l’unione della Famiglia Paolina. Ringraziamo anche la presenza di don Eustacchio Imperato, Superiore provinciale, che ci ha accompagnato nei momenti di preghiera e di svago. Esprimiamo infine la nostra gratitudine alla Comunità paolina di Cinisello Balsamo per la sua ospitalità.

Domenica 19 maggio, la Famiglia Paolina dei Castelli Romani si è radunata anche quest’anno presso la Casa Divin Maestro di Ariccia per una giornata di festa. Durante l’incontro abbiamo condiviso momenti di preghiera e la gioia della fraternità. Questa volta, all’interno dell’Anno Vocazionale, abbiamo voluto riflettere sui primi testimoni che ci hanno preceduti nella vocazione paolina.

Proprio don José Antonio Pérez, già Postulatore generale per tanto tempo e che dall’anno scorso vive ad Albano accompagnando spiritualmente i novizi, ci ha tenuto una bella conferenza su ognuno dei nostri Beati e Venerabili. Una bella sorpresa per tutti è stata quella di conoscere alcuni membri dell’Istituto Gesù Sacerdote, e una coppia di sposi Cooperatori Paolini, già venerabili.

Al termine di questa intensa giornata siamo giunti alla conclusione che noi Paolini e Paoline abbiamo il dovere di far conoscere i nostri testimoni tra il popolo cristiano, portandoli così fuori dalle mura delle nostre comunità. E questo non soltanto perché diventino “santi subito”, ma anche perché tutti sappiamo che l’apostolato della “buona stampa” è una via di santità, ieri come oggi.

Nell’area dei Castelli Romani sono presenti tutte la comunità religiose della Famiglia Paolina, e cioè la Società San Paolo, le Figlie di San Paolo, le Pie Discepole del Divin Maestro, le Pastorelle e le Apostoline; quest’ultime due Congregazioni hanno in questa stessa zona, addirittura la loro Casa Madre, perché qui sono nate.

 

Invitato dal Gruppo Editoriale San Paolo per il 15° Festival Biblico di Vicenza, nei giorni 21 – 25 maggio 2019 significativi incontri con il Premio Nobel per la Pace 2018, il dottor Denis Mukwege, ‘‘l'uomo che ripara le donne’’.  Significativi gli appuntamenti vissuti a Milano e Cinisello il giorno 22 maggio e molto forte il messaggio dato dal dottore. Il tour del premio Nobel per la pace è stato coordinato dal Centro Culturale San Paolo.

Atterrato a Fiumicino nella città eterna, dopo un incontro pubblico con la Comunità di Sant’Egidio e i Congolesi a Roma, ha partecipato all’udienza di Papa Francesco che lo ha esortato a “pregare e darsi da fare”. Nel pomeriggio del 22 maggio ha lasciato Roma per la quarta area urbana europea, la Città di Milano dove ha tenuto un’ottima conferenza all'auditorium Giacomo Alberione sul tema: Il grido di un popolo strangolato e la lotta del dottor Denis Mukwege. Che speranza per l'Africa? La conferenza è stata organizzata insieme al PIME, alla Caritas Ambrosiana e all’Associazione Fonte di speranza.

Il ginecologo congolese ha iniziato la sua presentazione ringraziando la Società San Paolo per il suo apostolato che l’ha aiutato in tenera età e continua ad alimentare il mondo in particolare l’Africa. Il Nobel ha poi evocato diversi argomenti, tra cui: il suo lavoro, la violenza e lo stupro sessuale, la giustizia riparativa, la situazione socio-politica, ecc. Diceva: «Il rispetto per la dignità umana è molto importante. Viviamo in un paese in cui la vita umana non ha valore: le persone possono uccidere per qualsiasi cosa. Siamo un paese laico in cui oltre l'80% della popolazione è cristiana, dobbiamo insegnare alle persone i valori dell'amore, la considerazione di essere creati a immagine di Dio ... Questa dignità è un grande valore che stiamo perdendo da un giorno all'altro. Assolutamente, devi lavorare con uomini e donne che credono nel valore che Dio ci dà».

Ha poi continuato: «Sono chiamato l'uomo che ripara le donne, un appellativo che trovo meno buono! Sfortunatamente, questo nome è usato perché queste donne non avrebbero avuto bisogno di tutte le cure che gli abbiamo dato. Non saremmo mai stati chiamati un riparatore. Queste donne devono essere rispettate [...], dobbiamo prima considerarle come uguali a noi uomini. È nella differenza tra l'uomo e la donna che in origine ha portato ad affermare l'inferiorità della donna. A questo livello, entriamo nel processo stesso della sua distruzione, dimenticando che è uguale a noi e creata a immagine di Dio».

«Dal 1997 ad oggi, le donne, le ragazze come pure le bambine sono usate come strumenti di guerra nella parte orientale della RDC; ma il mondo tace! Lavoro in un contesto in cui la mia vita è in continuamente in pericolo a causa di molteplici minacce di morte. Una volta sono stato salvato miracolosamente! Sono medico, ginecologo e ostetrico, io lavoro molto, faccio un sacco di interventi chirurgici. E da quando sono in sala operatoria, ho curato le madri, ho curato le loro figlie; e ora comincio a curare le loro nipoti! Questo non è accettabile per me. Poco prima di venire in Italia, ho curato una bambina di quasi 8 mesi che è stata stuprata! Sto mettendo in guardia il mondo oggi per vedere cosa sta succedendo nel mio paese, la RDC’».

Mukwege ammette che «il nostro paese è martirizzato, abbiamo perso più di 6 milioni della nostra popolazione nell'arco di 20 anni a causa di successivi massacri, fame, mancanza di cure ... È davvero enorme! È un paese in cui oggi che ti sto parlando, 4 milioni di persone sono sfollate internamente. E quando parlo degli sfollati interni non sono persone che si trovano nei campi profughi, dove viene dato da mangiare, dove li accolgono e li trattano decentemente; vengono lasciati a sé stessi e quindi abbandonati anche a morire. Sono fuggiti dai loro villaggi per cercare sicurezza, ma non c'è supporto. Quindi, alla fine si nascondono per morire».

Ha concluso il suo intervento dicendo: «Penso che gridare solo io non è abbastanza; ho bisogno che le persone si uniscano alle loro grida! Ho bisogno di voi. E più saremo a gridare, congolesi e amici dei congolesi, più sarà efficace il nostro appello. Penso che così finiremo per essere ascoltati. Sono certo che un giorno saremo ascoltati in relazione alla tragedia che conosciamo perché non c'è pace senza giustizia».

Dopo la conferenza, il premio Nobel ha partecipato a una cena di solidarietà con quasi 350 persone, cena italo-congolese organizzata nella Parrocchia San Pietro martire a Cinisello Balsamo. In questa occasione si sono raccolti fondi per sostenere la preziosa opera della Fondazione che gestisce l’ospedale di Panzi.

Il 23 maggio in mattinata ha partecipato a Busto Arsizio (VA) alla marcia della legalità organizzata dalle scuole elementari e medie della città e fatto visita al sindaco di Milano, per concludere la sua visita milanese a Monte Stella presso “Il giardino dei giusti”, dove recentemente era stata posta una targa in suo onore. La sua visita in Italia si è poi chiusa con la affollatissima e toccante conferenza tenuta al Festiva Biblico di Vicenza sabato 25 maggio.

 

 

Si è svolto dal 9 al 13 maggio il Salone Internazionale del Libro di Torino, giunto alla 32^ edizione, il cui titolo era “Il gioco del Mondo”. Come ormai tradizione, Il Gruppo Editoriale San Paolo e Paoline Editoriale Libri hanno dato vita ad uno stand comune, gestito dalla Diffusione San Paolo, grazie anche all’impegno del personale proveniente da diverse Librerie San Paolo.

Le Edizioni San Paolo hanno per l’occasione organizzato diversi incontri: due laboratori per bambini legati ai volumi “La rivincita delle teste di legno” e “1958 Le storie in tasca”, e la presentazione di “La Chiesa di Francesco”, con l’autore Fabio Michele Ragona in dialogo con mons. Cesare Nosiglia, Arcivescovo di Torino, mons. Vincenzo Paglia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita e Gran Cancelliere del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia, e Paolo Liguori, Direttore TgCom24, moderato dal giornalista Alberto Chiara, inoltre l’intervista di Piero Damosso a Salvo Noè, autore di “Prima di giudicare pensa”.

Lo stand offriva una scelta davvero ampia dell’attuale produzione San Paolo, ed è stato molto frequentato da appassionati lettori o semplici curiosi, oltre che “preso d’assalto” dalle scolaresche in visita alla kermesse torinese.

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