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Mer, Set

Agenda - Indirizzi

AGENDA PAOLINA INDIRIZZI PAOLINI

PRESENTAZIONE

Venite ad me omnes

«Venite ad me omnes». Sono queste parole di Gesù a determinare la vocazione e la missione del giovane Giacomo e a orientare la sua vita. Questo «venite a me» è la missione del Figlio, quella di attirare a sé l’umanità per giungere al Padre. Il «voi tutti» indica ogni uomo e donna che, sostenuti dall’Amore, lasciano tutto e come un fiume si gettano in Dio.

Con il «venite ad me omnes» il Divin Maestro ci coinvolge in prima persona, ricordando così l’origine e il significato dell’apostolato quotidiano della Famiglia Paolina: dare al mondo Colui che è Via, Verità e Vita. L’apostolo vive di questo anelito e, nell’amicizia con ogni generazione, assume tutti i linguaggi per intessere relazioni nuove, capaci di mostrare il volto del Cristo, fonte della vita nuova.

«Venite ad me omnes» è anche un cammino vocazionale. La nostra chiamata sgorga dalla necessità di lasciare tutto e «andare». Nessun altro interesse muove Gesù nel «venite» che quello di renderci suoi discepoli, inviati per abitare questa nostra storia e con essa essere rinnovati nel Figlio.

I brani che incontreremo in questa Agenda Paolina richiamano la ruota del Carro paolino dell’apostolato e insieme ricordano che il 2019 è un Anno vocazionale per l’intera Famiglia Paolina. Ancor prima, però, ci aiutano a far memoria del cammino fatto dal Beato Alberione, in particolar modo quando, 100 anni fa esatti, con i suoi ragazzi pregava per la prima volta il Segreto di riuscita, il Patto con Gesù Maestro per «moltiplicare», anche i frutti del nostro apostolato, e in ogni epoca rispondere con efficacia alle necessità dell’evangelizzazione.

 

 

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PRESENTAZIONE

Persone che si nutrono del Vangelo

«Persone che si nutrono del Vangelo». Queste parole del Beato Giacomo Alberione ci ricordano tutto il suo amore alla Parola di Dio e la necessità di nutrirsi di essa. “Mangiare” la Parola è infatti indispensabile per la nostra vita apostolica nella cultura della comunicazione moderna. Assimilare il Vangelo equivale a nutrire la mente di Gesù Maestro, ruota del Carro paolino necessaria, tutta orientata all’evangelizzazione. I pensieri di questa Agenda Paolina 2018 ci aiutano a ripercorrere parte dei molti interventi del nostro Fondatore sul valore dello studio – o meglio della studiosità – di quella dimensione, cioè, della vita paolina che ci permette di essere aggiornati e di “ringiovanire” la mente, processo fondamentale per raggiungere l’umanità di oggi.

Questa prospettiva dello studio ci ha ispirato a selezionare alcuni brani in sintonia con il prossimo Sinodo dei vescovi sui giovani, che sarà celebrato nel mese di ottobre a Roma. I giovani, la fede e il discernimento vocazionale: ecco il percorso che aiuta anche noi a ravvivare il dono della vocazione e ad essere uomini e donne che generano, che testimoniano alle nuove generazioni il cuore della vita e missione della Famiglia Paolina. Qua e là incontreremo nell’Agenda brani tratti dal Diario del Beato Timoteo Giaccardo, per dar voce a quella vivacità tipica dei primi tempi, dove iniziavano a giungere nella prima Casa paolina giovani che avevano conosciuto Don Alberione e la sua opera. Questi inizi così importanti e da ravvivare nell’oggi, accrescono il nostro desiderio di essere «persone che si nutrono del Vangelo», per condividere il dono più grande che abbiamo: Gesù Maestro, Via, Verità e Vita.

 

 

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PRESENTAZIONE 

Camminate secondo lo Spirito: dentro questo orizzonte si muovono i pensieri dell’Agenda Paolina di quest’anno, cui fa da sfondo la lettera ai Galati là dove san Paolo illustra l’opposizione e l’inconciliabilità tra le “opere della carne” e il “frutto dello Spirito” nella vita del cristiano (5,16-25).

Il beato Giacomo Alberione ci accompagna nel susseguirsi dei giorni; ci esorta a sostare, a riflettere, ad esaminarci; talvolta pone sul sentiero “parole d’inciampo” per scuoterci. I pensieri, che modulano il tema, parlano di gioie e di fatiche, di fragilità e di ostacoli, e di appelli alla grazia divina che sostiene, rimedia, perfeziona.

L’Anno Santo della Misericordia vuole essere una “nuova tappa del cammino della Chiesa nella sua missione di portare a ogni persona il Vangelo della misericordia”. Misurare l’ambito del proprio cuore sul “Siate misericordiosi come il Padre” (Lc 6,36) è il compito assegnato da papa Francesco al Giubileo straordinario. In questo contesto, l’Agenda si fa invito a progredire “secondo lo Spirito” che ci chiede di portare nel cuore gli stessi desideri di Gesù e di compierne le opere di bene.

Opera dello Spirito fu certamente la vita esemplare del venerabile Fratel Andrea M. Borello, di cui quest’anno ricorre il primo centenario della nascita (Mango, 8 marzo 1916). Con la sua vita egli rivela l’azione potente dello Spirito, che lo ha rivestito dei suoi doni e l’ha reso forte nella fede e nell’amore. “Quando un’anima è ripiena di Spirito Santo – chiosa il Fondatore – ha un modo di ragionare, di comportarsi e di operare che sembra presti la bocca e le mani a Dio”.

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PRESENTAZIONE

Al di sopra di tutto vi sia la carità

«Al di sopra di tutto vi sia la carità». La parole di san Paolo ai Colossesi (3,14) giungono al cuore del nostro vivere, non solo apostolico ma anche comunitario. Fin dai primi passi della vita paolina le relazioni hanno la forza di determinare la qualità della nostra testimonianza, sono il termometro della nostra fede, poiché dai frutti del nostro amore reciproco ci riconosceranno.

Le frasi riportate nell’Agenda Paolina entrano spesso nel vivo di questa dimensione, secondo la prospettiva del Beato Giacomo Alberione. Ci coinvolgono e ci chiedono di diventare vita, stile quotidiano che esprime tramite gesti di accoglienza, di perdono, di incoraggiamento, di oblazione… l’attualità dell’esperienza di Paolo: la carità al di sopra di tutto. Potremo aggiungere che la carità è il cuore delle nostre relazioni. Infatti quando non sono vissute secondo il Cristo prima o poi ci sentiamo vuoti, demotivati, magari arrabbiati, spesso soli, e lontani dalla comunità apostolica.

Questo anno è speciale per il primo Centenario dei Cooperatori Paolini, presenti nella storia della nostra Famiglia fin da subito, come persone che hanno aderito ad un carisma, partecipando così alla diffusione del Vangelo. Sono uomini e donne che han dato “colore” al loro battesimo, cooperando con la vita e la preghiera all’apostolato paolino. La loro presenza in mezzo a noi dice che ancora oggi lo Spirito chiama a tradurre in carità operosa ogni energia di bene, sulla scia di don Alberione

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PRESENTAZIONE

Cinquant’anni fa, il 7 dicembre 1965, si chiudeva il Concilio ecumenico Vaticano II. La medicina della misericordia, auspicata per la Chiesa da papa Giovanni XXIII nel giorno di apertura (11 ottobre 1962), aveva pervaso l’Assise conciliare e si era dispiegata, fino a farne il paradigma spirituale, nell’antica storia del Samaritano chino con simpatia immensa sull’uo­mo contemporaneo, come rilevò Paolo VI nell’allocu­zione conclusiva.

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