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Gio, Lug

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San Giuseppe non ha mai imposto la sua presenza a nessuno. Non ha detto una sola parola nella Bibbia e, come dice il Beato Giacomo Alberione, per quattordici secoli anche nella Chiesa non gli fu data molta attenzione. Fu solo nel 1474 che papa Sisto IV approvò il formulario della messa per San Giuseppe e nel 1481 introdusse la sua festa liturgica. E sebbene oggi lo Sposo di Maria sia venerato dal culto universale, lui rimane ancora discreto, non oscura la gloria di Gesù e Maria.

San Giuseppe partecipa alla vita della Famiglia Paolina in modo simile. Nel centro della nostra spiritualità e vita paolina sta il Divino Maestro, Maria Regina degli Apostoli e San Paolo, ma san Giuseppe, sempre fedele, veglia nelle vicinanze. Protegge tutta la Chiesa, ma protegge anche la vita di Gesù, quando è minacciata in noi. Furono lui e Maria a creare la scuola di Nazaret dove un tempo "Gesù cresceva in sapienza, in età e in grazia, davanti a Dio e davanti agli uomini" (Lc 2,52). Oggi, la scuola di Nazaret è iscritta nel processo di cristificazione di ogni membro della Famiglia Paolina e di ogni cristiano. San Giuseppe è anche un esempio di comunicazione – tranquilla ma efficace con Dio e suo Figlio. Ascoltava Dio e rispondeva a Lui con passione creativa non con parole, ma con azioni. I Discepoli del Divin Maestro considerano San Giuseppe come loro modello, e i membri dell'Istituto della Santa Famiglia lo onorano come esempio di uomo, marito e padre, oltre che come il protettore delle famiglie.

Scritti e discorsi del Beato Giacomo Alberione contengono molti riferimenti a San Giuseppe. Dai termini che vi troviamo, possiamo formare una litania che illustra le virtù dello Sposo di Maria, particolarmente apprezzate dal Fondatore. 

San Giuseppe, vero sposo di Maria Vergine,
padre putativo e custode di Gesù Cristo,
docile strumento nelle mani del Padre celeste,
capo della sacra Famiglia,
capo dei santi, dopo la Vergine Maria.

San Giuseppe, protettore della Sacra Famiglia,
protettore della Chiesa Universale,
protettore del Concilio Vaticano II,
protettore dei Discepoli del Divin Maestro
protettore dei morenti.

San Giuseppe, cooperatore della redenzione,
guida della Famiglia sacra,
intercessore delle famiglie, perché siano veramente cristiane,
insegnante della vera devozione a Maria Madre, Maestra e Regina,
insegnante della docilità.

San Giuseppe, modello di ogni virtù,
modello dei lavoratori,
amico dei poveri,
consolatore dei sofferenti ed emigrati.

San Giuseppe, Santo della Providenza,
Santo della volontà di Dio,
Santo degli umili,
Santo del silenzio,
Santo laborioso. 

Il beato Giacomo Alberione vede in San Giuseppe il patrono universale, l’uomo della Provvidenza, al quale ogni uomo può chiedere qualsiasi grazia. Questo per noi significa che a San Giuseppe possiamo chiedere ogni tipo di aiuto e di accompagnarci nella formazione integrale paolina.

Nella conferenza, che il Fondatore diede in data 15 marzo 1962 alla comunità delle suore pastorelle di Albano Laziale, risuonava in particolare la grazia della perseveranza. ”Che cosa chiederemo a San Giuseppe? Memoria per ricordare, intelligenza per capire; provvidenza, delicatezza di coscienza, prudenza e perseveranza per tutti coloro che han fatto i voti. Quando si fa la professione, si fa anche la firma nel registro di aver emesso i voti: lì è il biglietto del paradiso. Il biglietto si può anche perdere o stracciare, ma vi sono quelli che lo presentano pulito e bianco. Si promette il premio a chi comincia, ma si dà solo a chi persevera!”

 

* Bogusław Zeman, sacerdote paolino polacco, è il Direttore del Centro Internazionale Spiritualità Paolina